Cotone a prezzi mai raggiunti – Il sole 24 ore
Cotone a prezzi mai raggiunti
Dopo il picco storico di 151,23 centesimi per libbra, raggiunto il 9 novembre, le quotazioni del cotone sodo all’Ice erano crollate in due settimane del 25 per cento. Da allora, non c’è più stata stata tregua. I rialzi nell’ultimo mese sono stati quasi ininterrotti e gli acquisti, in accelerazione negli ultimi giorni, hanno riportato i prezzi a livelli mai visti in precedenza: 159,12 USc/lb ieri, quando la terza seduta consecutiva si è conclusa con il massimo rialzo consentito dalla borsa. Le opzioni per il secondo giorno non sono neppure entrate in contrattazione: l’Ice non lo ha consentito «perché indicavano un prezzo artificiale che implicava un rialzo doppio rispetto al limite giornaliero». Proprio ieri l’India ha ufficializzato la volontà di concedere più tempo agli esportatori per completare le vendite di 5,5 milioni di tonnellate di cotone, che avrebbero dovuto esaurire tra il 1° novembre e il 15 dicembre. Entro la data stabilita erano riusciti ad esportare soltanto una parte della quota (circa 3 milioni di tonnellate), poiché il maltempo aveva ostacolato il trasporto della merce verso i porti. «Non tratterremo quello che avevamo indicato come un surplus esportabile», ha dichiarato il ministro del Commercio Anand Sharma, confermando le indiscrezioni che erano già circolate. La concessione, tuttavia, è ben poca cosa di fronte all’enorme fabbisogno di cotone sui mercati mondiali, che New Delhi – nonostante il raccolto soddisfacente – non sembra intenzionata a soddisfare se non in minima parte. Il governo indiano non fa alcun cenno alla possibilità di ampliare le quote all’export. Al contrario, il 1° dicembre ne ha annunciata una (retroattiva) anche per i filati di cotone: nella stagione iniziata il 1° ottobre le esportazioni non dovranno superare le 720mila tonnellate. Le scorte nei magazzini dell’Ice restano intanto a livelli critici, benché siano risalite dai minimi pluriennali di ottobre. «In luglio – avverte Keith Brown dell’omonima società di brokeraggio – la situazione sui mercati potrebbe surriscaldarsi al punto da raggiungere il “calor bianco”. Per quel mese avremo infatti esaurito tutte le scorte accumulate l’anno scorso e il nuovo raccolto non sarà ancora arrivato».

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