Novità
Finalmente possiamo annunciare a tutti i nostri clienti presenti e futuri che è stato acquistato il nuovo stabilimento che entrerà in funzione a partire da fine marzo ….
a presto novità e foto
Finalmente possiamo annunciare a tutti i nostri clienti presenti e futuri che è stato acquistato il nuovo stabilimento che entrerà in funzione a partire da fine marzo ….
a presto novità e foto
Pubblichiamo un articolo tratto dalla rivista “Hotel Domani” di maggio 2011 riguardante la crisi che negli ultimi dieci anni si è avuta nel settore turistico e alberghiero:

Vogliamo informare tutti i nostri attuali e futuri clienti che per soddisfare ancora di più le vostre esigenze prossimamente sarà a V/s disposizione anche il lenzuolo con larghezza 210 cm il così detto lenzuolo alla francese.
Con il presente articolo volevamo informare tutti i nostri clienti che per migliorare ulteriormente il nostro servizio stiamo trattando l’ acquisizione di un nuovo stabilimento.
A breve daremo ulteriori informazioni.
Sono iniziati i lavori di ristrutturazione dello stabilimento della lavanderia industriale Napolillo, sono stati installati nuovi macchinari per ottimizzare la piega delle lenzuola e dei capi in spugna, qui sotto trovate alcune foto.


Come saprete, la biancheria, soprattutto quella da camera, da bagno o da ristorazione, riveste un’importanza fondamentale nell’identità stessa dell’albergo o nel ristorante: indispensabile nell’offerta del servizio come il combustibile per un trasportatore; ma anche elemento che concorre a formare un’immagine, segno di distinzione e di stile, di buon gusto, di prestigio.
Soprattutto nel settore più alto o medio-alto, dove il “valore aggiunto” è appunto la qualità.
Ecco quindi che chi provvede alla fornitura/noleggio della biancheria deve essere considerato un vero e proprio partner e non un semplice fornitore: dev’essere qualcuno che conosce le vostre problematiche, il vostro approccio al mercato, in grado di offrirvi delle “sue soluzioni”, coerenti con il vostro modo di proporvi ed operare.
Il primo parametro sul quale giudicare chi vi offre il servizio sono i tessuti che vi presentano. Siate sicuri che la qualità sarà adeguata a resistere a numerosi lavaggi, perché è interesse nostro; ma è anche adeguata alle vostre esigenze di morbidezza, conformabilità (caduta), piacevolezza alla vista e al tatto?
Vediamo come viene trattata la “dotazione”, ovvero la quantità di capi che vi vengono messi a disposizione.
Un buon servizio vi metterà a disposizione abbastanza capi per fare fronte anche ad imprevisti ed a “picchi” di lavoro; pretenderà in cambio, il “rispetto” del capitale che vi mette a disposizione. Quindi, dovrete fare insieme non solo un’attenta analisi delle vostre necessità, ma anche stabilire delle procedure di ritiro e consegna che proteggano questo capitale.
Saranno verificati insieme tempi, percorsi e modalità, in modo da semplificare al massimo il lavoro, consentire ad entrambi il controllo dei capi ritirati o resi, minimizzare le possibilità non solo di disturbare, ma perfino di “essere visti” dagli ospiti. Aspettatevi suggerimenti finanche sull’impiego del personale, sui mezzi di trasporto interni; sulle precauzioni da usare per far giungere la biancheria al suo “luogo di lavoro” mantenendo le condizioni d’igiene in cui è stata consegnata; tutte informazioni che un e vero professionista vede essere in grado di dare.
Siamo due aziende con un comune interesse: il benessere del cliente ed il nostro profitto. Dobbiamo quindi instaurare un rapporto fatto di reciproco aiuto, ognuno nel suo campo di competenza, e di rispetto per le esigenze dell’altro.
Queste valutazioni preliminari vi portano al “cuore del problema” ovvero al risultato che volete ottenere. Quello che volete è appunto che la nostra biancheria vi giunga puntualmente, lavata, stirata e confezionata in condizioni ottimali, profumata di fresco, assolutamente garantita per quanto concerne l’igiene. Come fate a sapere che queste condizioni verranno scrupolosamente rispettate?
I metodi sono due, entrambi consolidati da una lunga prassi. La prima cosa da fare è vedere le preferenze di chi si offre. Ovvero: per chi ha già lavorato? Sono strutture con esigenze, magari diverse, ma dello stesso livello delle vostre? Per quanti di questi lavora tuttora?
La seconda cosa, da fare assolutamente in caso di forti dubbi o ambiguità, è prendervi il disturbo di andare a cena o passare la notte in uno dei ristoranti o degli alberghi che serve.
È solo a questo punto, quando siete convinti di aver trovato l’azienda che:
- sarà per voi un partner affidabile e un produttivo consulente
- vi offrirà tessuti adeguati per qualità, mano, forma e colori/disegno
- vi metterà a disposizione una dotazione tale da non lasciarvi mai scoperti
- vi garantirà igiene e pulizia
Potrete discutere e mettere a confronto il prezzo.
Tenendo presente che nessun cliente cambia l’hotel o il ristorante dove si trova bene per una differenza di pochi euro, ma se c’è anche un servizio migliore allora ne vale la pena.
Cotone a prezzi mai raggiunti
Dopo il picco storico di 151,23 centesimi per libbra, raggiunto il 9 novembre, le quotazioni del cotone sodo all’Ice erano crollate in due settimane del 25 per cento. Da allora, non c’è più stata stata tregua. I rialzi nell’ultimo mese sono stati quasi ininterrotti e gli acquisti, in accelerazione negli ultimi giorni, hanno riportato i prezzi a livelli mai visti in precedenza: 159,12 USc/lb ieri, quando la terza seduta consecutiva si è conclusa con il massimo rialzo consentito dalla borsa. Le opzioni per il secondo giorno non sono neppure entrate in contrattazione: l’Ice non lo ha consentito «perché indicavano un prezzo artificiale che implicava un rialzo doppio rispetto al limite giornaliero». Proprio ieri l’India ha ufficializzato la volontà di concedere più tempo agli esportatori per completare le vendite di 5,5 milioni di tonnellate di cotone, che avrebbero dovuto esaurire tra il 1° novembre e il 15 dicembre. Entro la data stabilita erano riusciti ad esportare soltanto una parte della quota (circa 3 milioni di tonnellate), poiché il maltempo aveva ostacolato il trasporto della merce verso i porti. «Non tratterremo quello che avevamo indicato come un surplus esportabile», ha dichiarato il ministro del Commercio Anand Sharma, confermando le indiscrezioni che erano già circolate. La concessione, tuttavia, è ben poca cosa di fronte all’enorme fabbisogno di cotone sui mercati mondiali, che New Delhi – nonostante il raccolto soddisfacente – non sembra intenzionata a soddisfare se non in minima parte. Il governo indiano non fa alcun cenno alla possibilità di ampliare le quote all’export. Al contrario, il 1° dicembre ne ha annunciata una (retroattiva) anche per i filati di cotone: nella stagione iniziata il 1° ottobre le esportazioni non dovranno superare le 720mila tonnellate. Le scorte nei magazzini dell’Ice restano intanto a livelli critici, benché siano risalite dai minimi pluriennali di ottobre. «In luglio – avverte Keith Brown dell’omonima società di brokeraggio – la situazione sui mercati potrebbe surriscaldarsi al punto da raggiungere il “calor bianco”. Per quel mese avremo infatti esaurito tutte le scorte accumulate l’anno scorso e il nuovo raccolto non sarà ancora arrivato».
L’azienda ha installato un nuovo macchinario tecnologicamente avanzato per l’introduzione dei capi medio grandi, in grado di aspirare tutte le impurità presenti sul tessuto.

Siamo lieti di informare la nostra clientela, che il consiglio di Amministrazione ha deliberato e stanziato i fondi per una profonda ristrutturazione dell’azienda in tutti i suoi reparti, il che ci permetterà di fornire un servizio ancora più specializzato e di lavanolo biancheria esclusivo e a prezzi competitivi, con particolare attenzione all’ambiente.
Cordiali saluti,
Lo Staff
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